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	<title>Nord &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
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	<title>Nord &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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		<title>LAVORO NERO e CAPORALATO: il SUD al TOP! (ma non lo ammettono&#8230;)</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2024/07/03/lavoro-nero-e-caporalato-il-sud-al-top/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Soccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 12:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ammonta a 68 miliardi di euro il volume d’affari annuo riconducibile al lavoro irregolare presente in Italia. <strong>Il 35 per cento circa di questo valore aggiunto prodotto dall’economia sommersa è ascrivibile alle regioni del Sud</strong>. <strong>Le persone coinvolte</strong> nel nostro Paese dall’economia sommersa <strong>sono poco meno di 3 milioni e anche in questo caso è il Mezzogiorno</strong> la ripartizione geografica del Paese <strong>che presenta la percentuale più elevata: ovvero il 37,2 per cento del totale</strong>. Tuttavia, il fenomeno ormai è esteso anche al Centronord ed ha una presenza record soprattutto nel settore dei servizi alle persone (colf, badanti, etc.). Il tasso di irregolarità di questo settore raggiunge il 42,6 per cento. Al secondo posto scorgiamo l’agricoltura con il 16,8 per cento e al terzo le costruzioni con il 13,3 per cento.<br />
Quelli appena richiamati sono alcuni flash emersi da un’analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA.</p>
<p><em><strong>• Economia in nero al top in Calabria, Campania e Sicilia</strong></em><br />
Come dicevamo, il valore aggiunto prodotto nel 2021 dal lavoro irregolare in Italia è stato pari a 68 miliardi di euro, di cui 23,7 miliardi nel Mezzogiorno, 17,3 nel Nordovest, 14,5 nel Centro e 12,4 nel Nordest. <strong>Se misuriamo l’incidenza percentuale</strong> di questo ammontare sul valore aggiunto totale regionale, <strong>la quota più elevata, pari all’8,3 per cento, interessa la Calabria. Seguono la Campania con il 6,9 per cento, la Sicilia con il 6,6 per cento e la Puglia con il 6,2 per cento.</strong> La media nazionale è del 4,2 per cento. Dei 2.848.100 occupati non regolari stimati in Italia dall’Istat, 1.061.900 sono ubicati nel Mezzogiorno, 691.300 nel Nordovest, 630.000 nel Centro e 464.900 nel Nordest. Se calcoliamo il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero degli irregolari e il totale occupati per regione, la presenza più significativa si registra sempre nel Sud e, in particolare, in Calabria con il 19,6 per cento. Seguono la Campania con il 16,5 per cento e la Sicilia con il 16 per cento. Il dato medio Italia è dell’11,3 per cento (vedi Tab.1).</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="15994" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2023/12/05/no-uno-studente-non-ha-scritto-in-un-tema-che-gli-piace-hitler/20231204_170329/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/12/20231204_170329.jpg?fit=1020%2C1024&amp;ssl=1" data-orig-size="1020,1024" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="20231204_170329" data-image-description="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/12/20231204_170329.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/12/20231204_170329.jpg?fit=800%2C803&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-2024-07-03-110917.jpg?w=800&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-15994" data-recalc-dims="1"></figure>
<p><em><strong>• Tanto lavoro nero è diventato lavoro forzato</strong></em><br />
Dopo la crisi economica provocata dalla pandemia, in alcune aree del paese pezzi importanti dell’economia sono passati sotto il controllo delle organizzazioni criminali di stampo mafioso che agli imponenti investimenti economici hanno affiancato l’uso della violenza, delle minacce e del sequestro dei documenti per “conquistare” il favore di ampie masse di lavoratori, soprattutto stranieri. L’applicazione di queste coercizioni ha trasformato tante sacche di economia sommersa in lavoro forzato, facendo scivolare all’interno di questo girone infernale anche molti italiani che si trovavano in condizioni di vulnerabilità.</p>
<p><em><strong>• Caporalato e agroalimentare</strong></em><br />
Da sempre il fenomeno del lavoro nero/forzato è legato al caporalato.<br />
Anzi, in moltissimi casi il primo è l’anticamera del secondo; non solo in agricoltura o nell’edilizia, ma anche nel tessile, nella logistica, nei servizi di consegna e di assistenza. Ad essere sfruttati sono i più fragili, come le persone in condizione di estrema povertà, gli immigrati e le donne. Il comparto maggiormente investito da questa piaga sociale ed economica è sicuramente l’agricoltura. Lo sfruttamento della manodopera in questo settore è riconducibile alla presenza simultanea di queste criticità:<br />
• l’uso massiccio della forza lavoro per brevi periodi e in luoghi isolati, che spesso portano alla creazione di insediamenti abitativi informali;<br />
• le condizioni inadeguate sia dei servizi di trasporto che di alloggio;<br />
• lo status giuridico precario o irregolare di diversi lavoratori migranti.<br />
<strong>Fenomeni di caporalato ai danni degli immigrati sono presenti da moltissimi decenni nell’Agro Pontino (LT), nell’Agro nocerino-sarnese (SA), a Villa Literno (CE), nell’area della Capitanata (FG) e nella Piana di Gioia Tauro (RC).</strong> Senza contare che da almeno venti anni decine edecine di casi sono stati scoperti e perseguiti dalle forze dell’ordine anche nelle aree agricole della pianura padana.</p>
<p><em><strong>Quello che avete letto nelle righe precedenti non è altro che il copia e incolla del comunicato stampa che abbiamo preso &#8220;tale e quale&#8221; dal sito della CGIA di Mestre.<br />
L&#8217;immagine di copertina dell&#8217;articolo non è altro che l&#8217;ennesima &#8220;perla&#8221; di &#8220;manipolazione&#8221; della realtà cui ci ha abituato tale Quotidiano del Sud.<br />
Il commento migliore è una sonora e squagliata risata, ma fino ad un certo punto, perché è su queste spudorate manipolazioni e menzogne che i fautori del no a qualunque forma di autonomia basano la loro contrarietà e propaganda.</strong></em></p>
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		<title>Il peccato originale lombardo</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2023/04/14/il-peccato-originale-lombardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 00:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Sturzo]]></category>
		<category><![CDATA[Turati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stavo leggendo con attenzione l&#8217;ultimo articolo di Maufrigneuse sulle espulsioni della Lega Salvini Premier e non posso che commentare ciò che ha detto sullo spirito di una possibile espansione al</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Stavo leggendo con attenzione l&#8217;ultimo articolo di Maufrigneuse sulle <a href="https://www.lavocedelnord.net/2023/04/11/pioggia-di-espulsioni-nella-lega-per-salvini-premier/">espulsioni della Lega Salvini Premier</a> e non posso che commentare ciò che ha detto sullo spirito di una possibile espansione al Sud del progetto leghista.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Il progetto, o forse la speranza, era quello di introdurre nella cultura del Sud il seme dell’impresa, delle attività produttive di ricchezza ma a rischio, dell’indebolimento dello Stato che sovvenziona il nulla facente, della lotta alle mafie che si sostituiscono a Stato, Regioni e agli infinti enti pubblici per efficienza e capacità di interpretare i bisogni immediati della gente piegandoli poi alle loro miserabili mire. Insomma: non frenare e ingabbiare la spirito produttivo del Nord, ma introdurlo anche a Sud: una operazione che avrebbe finalmente permesso all’Italia di ridurre il differenziale Nord/Sud non solo in termini economici ma anche in termini politici/sociali e perfino culturali, con la nuova vocazione ad autodeterminarsi: un sogno, appunto!</p></blockquote>



<p>Poi, dice lui, Salvini ha invece interpretato l&#8217;espansione al Sud come una sorta di &#8220;meridionalizzazione&#8221; del partito, che è anche vero. Tuttavia, si ignora un&#8217;ovvietà: <strong>ogni tentativo lombardo di costruire un&#8217;Italia diversa da quella di oggi è fallito miseramente</strong>. Dall&#8217;unità stessa, dove molti lombardi non si sarebbero certamente aspettati un&#8217;estensione &#8211; contraria anche a quanto proposto dalla Commissione Giulini &#8211; del sistema piemontese al loro territorio, al tempo di Turati, in cui nel suo discorso &#8220;Rifare l&#8217;Italia&#8221; parla di tutti i problemi del Meridione e di come possano essere risolti, con cui non è stato fatto nulla.</p>



<p>Anche più recentemente, la Lega stessa ha avuto varie fasi in cui ha provato ad aprire al di fuori del Nord, ma non ha mai avuto successo! Volendo allargarci, potremmo considerare anche il &#8220;primo&#8221; Berlusconi come un esempio di lombardità che voleva cambiare speranzosamente tutto lo stato con principi liberali, il risultato? La FI la cui priorità (e forse unica reale proposta) è alzare le pensioni.</p>



<p>Banalmente, non è sostenibile questa idea per cui dal Nord può arrivare il modello che porta il Sud ad un altro livello. Non lo era l&#8217;altro ieri con Turati, non lo era ieri con Bossi, non lo è oggi con Salvini e non lo sarà domani con qualche nuovo leader. O si rimane fedeli all&#8217;idea per non contare niente o ci si apre alle solite partitocrazie all&#8217;italiana che tutti ben conosciamo per contare qualcosa.</p>



<p>Poi, oggi, dopo il Covid, è anche solo assurdo pensarlo: siamo nell&#8217;era del Sud, visto che la pandemia avrebbe dimostrato in qualche modo <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/05/30/il-covid-ha-ucciso-anche-il-sogno-lombardo/">l&#8217;inefficienza del modello settentrionale</a> e, soprattutto, dobbiamo ringraziare il Mezzogiorno se <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/07/31/grazie-sud-per-averci-fatto-avere-piu-elemosina/">l&#8217;Europa ha mandato tanti soldini</a>. Viviamo in un&#8217;epoca in cui un partito che si chiama &#8220;Sud Chiama Nord&#8221; è una forza politica credibile, anche per chi nei fatti rappresentava l&#8217;autonomia lombarda alle scorse elezioni, e dove una blanda autonomia, inserita dal centrosinistra in costituzione, viene considerata da mezzo paese come una minaccia esistenziale.</p>



<p>Andare <em>col coeur in man </em>a offrire una ricetta per lo sviluppo, banalmente, non funziona, perché lo status quo è più comodo. Sud e Nord, diceva bene Don Sturzo,  &#8220;sono due termini irriducibili e inconciliabili&#8221;. Ed egli, correttamente, criticava anche questo nostro atteggiamento: &#8220;non siamo pupilli, non abbiamo bisogno della tutela interessata dei fratelli del nord&#8221;. Finché qualcuno al Sud non chiederà, di sua spontanea volontà, l&#8217;autogoverno e la libertà &#8211; <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/04/03/manuale-di-autodifesa-dai-neoborbonici/">non a spese altrui</a> &#8211; l&#8217;unica cosa che si può fare è <a href="https://www.lavocedelnord.net/2023/03/17/perche-non-si-puo-fare-il-federalismo-in-italia/">mettere Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Romagna e via discorrendo prima dell&#8217;Italia</a> e dire, politicamente parlando, quali sono le condizioni per rimanerci, <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/10/18/la-sindrome-del-somaro-lombardo/">fermando il paese</a> se non venissero accolte.</p>



<p><strong>Ma nessuno lo farà. Perché, per tutti qualcosa viene prima. Non tanto l&#8217;Italia, quanto la cadrega</strong>.</p>


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		<title>SALVINI, COMITATO DEL NORD, AUTONOMIA LOMBARDA, FEDRIGA: TANTI MEDICI AL CAPEZZALE DELLA LEGA AMMALATA.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/12/28/salvini-comitato-del-nord-autonomia-lombarda-fedriga-tanti-medici-al-capezzale-della-lega-ammalata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 09:36:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[fedriga]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proviamo a fare un punto da fine anno sulle vicende Lega partendo dai voti alla Lega per Salvini Premier alle ultime politiche: Sud: 6,02% (media aritmetica): minimo nel collegio di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proviamo a fare un punto da fine anno sulle vicende Lega partendo dai voti alla Lega per Salvini Premier alle ultime politiche:<br />
Sud: 6,02% (media aritmetica): minimo nel collegio di Campania 1 col 2.88%, massimo in Basilicata col 8.98%. Vale la pena aggiungere, come elemento di definizione socio/culturale oltreché politica, che al minimo Lega in Campania 1 corrisponde il massimo per il M5S col 41,36% (!) e che il M5S nel Sud del Paese è il primo partito con il 26,65%.<br />
Centro: 7.21%, appena 1,20 punti in più rispetto al Sud.<br />
Nord: 13,87% con punta del 16.36 in Lombardia 3 e minimo 8.55% in Piemonte 1.<br />
Media Italia: 8,9%.</p>
<p>Numeri lontani dall’epopea Europea, più vicini ai risultati ottenuti dalla vecchia Lega Nord (10,7% nel 1996 e 8,30% nel 2008) che però si fermava al “limen” Toscana/Umbria/Marche (metà Italia).<br />
Dunque la “lunga marcia” di Salvini verso il Centro Sud del Paese rischia di risolversi in una bolla che costa alla Lega la rappresentanza del ceto produttivo del Nord Italia senza significativi apporti provenienti dal Centro / Sud.<br />
Il trapianto non sembra riuscire: al Nord la pianta è stata sradicata e la talea del Centro Sud non cresce.<br />
La partecipazione al governo Conte 1 è stata gravida di conseguenze negative per la Lega e per l’intera Italia.<br />
Il voto favorevole della Lega al Reddito di cittadinanza ha garantito la sopravvivenza odierna del M5S nel suo bacino elettorale del Sud a dispetto di tutte le castronerie a livello di governo e di disastri nei territori invasi dalle “guardie gialle” dei grillini.</p>
<p>La Lega nulla ha da riscuotere: non ha ottenuto l’autonomia Lombardo/veneta che le avrebbe garantito la tenuta a Nord, non quota 100, non la flat tax, neanche la condivisione della politica migratoria sulla quale Salvini ha pagato personalmente: ha concesso senza contropartita.<br />
Un errore di tattica politica che l’intero Paese paga a caro prezzo ma che i leghisti avvertono come una ferita.<br />
Perché sanno chi paga l’iniquo Reddito, al di là di tutti i bla bla del buonismo ipocrita della sinistra e del cinismo grillino.</p>
<p>I leghisti sanno che il Reddito è pagato dai ceti produttivi del Nord e &#8211; in subordine &#8211; del Centro Italia: i 28 miliardi spesi a oggi e i 7 miliardi previsti nel 2023 fanno 35 miliardi: non li produce la Fata Morgana, li producono i lavoratori e i datori di lavoro del Centro Nord lavorando di più o pagando più tasse. I soldi non nascono come i funghi, i soldi vanno prodotti con il lavoro, gli investimenti e il rischio.<br />
Dire che “i soldi li mette lo Stato” non ha alcun senso: i soldi li mettono i cittadini, lo Stato li spende, quasi sempre male.</p>
<p>L’inflazione, le bollette, gli aumenti anomali sono pesi aggiunti ai lavoratori e agli imprenditori del Nord e del Centro: non ce la fanno più a rimorchiare una parte di Italia che poltrisce, riescono a mala pena a mantenere se stessi e le loro famiglie.<br />
Il Governo ha l’obbligo politico ma anche morale di distinguere fra chi ha davvero bisogno della solidarietà degli altri per campare e chi invece campa a scrocco.<br />
Nessuno si sottrae alla solidarietà verso sfortunati ma meritevoli, anzi è fonte di letizia dare una goccia di felicità a chi vive nel dolore e nella povertà non per sua colpa.</p>
<p>Al contrario ne abbiamo le tasche piene di mantenere baldi giovanotti italici dopo che da anni i passati governi ci costringono a mantenere giovanotti altrettanto baldi provenienti irregolarmente da ogni parte del mondo: è venuta l’ora del “chi non lavora non mangia”?</p>
<p>Se poi i cittadini sono di serie A e di serie B accade che, al di là delle mistificazioni e delle fantasiose narrazioni, una parte di loro lavora di più per mantenere la parte che lavora di meno o non lavora affatto, né rischia, né investe.<br />
Del resto questa regola è da tempo applicata in fabbrica: l’operaio fancazzista obbliga i suoi compagni di lavoro a lavorare di più per sopperire alla sua mancata prestazione. Il tutto con costante tutela dei sindacati che da sempre tutelano i cialtroni molto di più dei meritevoli.<br />
Mi sembra palese l’immoralità del Reddito, facente parte di un insieme chiamato “solidarietà”.<br />
Ma il cdx deve stare molto attento a demolire il castello dei grillini: dove andranno a finire i voti grillini a luglio quando il governo eliminerà una parte del voto di scambio fra M5S e nullafacenti attraverso il contratto del Reddito di cittadinanza?<br />
Andranno per lo più alla sinistra che in nome della solidarietà continuerà a condannare alcuni di noi a lavorare anche per chi non ne ha voglia: la morte del PD, annunciata da molti indizi (fra cui la sperabile vittoria di Elly Schlein che condannerebbe il PD in via conclusiva), salvata dai profughi del Reddito grillino nella speranza di un salvagente da parte del resuscitato PD.<br />
Intanto chi lavora e si industria è il borghese o l’alto proletariato che vota cdx e quindi va punito da parte dei nullafacenti e dal partito ZTL.</p>
<p>Per questi motivi esterni e per la gestione personalistica interna del partito, il pentolone leghista ribolle più di quello che appare in superficie.<br />
I vecchi leghisti di tutta Italia stanno guardando con estremo interesse a quanto succede in Lombardia perché le elezioni regionali lombarde sono fra 60 giorni, perché la Lega è figlia della Lombardia sia quando si chiamava Lega Nord, sia quando si chiama Lega per Salvini Premier e perché il peso politico della Lombardia è determinante.<br />
Visto da fuori il panorama Lega offre spunti nuovi e conferma luoghi vecchi:<br />
&#8211;	All’interno della Lega per Salvini premier il “Comitato del nord” contende a Salvini le segreterie provinciali lombarde, peraltro con risultati insperati in alcune provincie storiche come Bergamo e Brescia. I “vecchi” leghisti lombardi sembrano rispondere all’appello che Bossi ha lanciato e che Grimoldi e Ciocca stanno gestendo.<br />
&#8211;	Fa notizia, ma fa anche politica, l’abbandono da parte di 4 consiglieri regionali lombardi della Lega per Salvini premier, passati al Movimento autonomista lombardo, quello auspicato da Fava e compagni. Ma con la complicanza che una parte degli autonomisti guarda a Moratti mentre i 4 offrono sostegno a Fontana però in contrasto con i divieti di Salvini: neanche il più complicato romanzo di appendice riesce ad avere sfaccettature e complessità così diffuse.<br />
&#8211;	Le truppe di Salvini si aggiudicano alcuni capisaldi provinciali (per esempio Varese e Pavia) ma con maggioranze risicate.<br />
&#8211;	I movimenti lombardi però non sono esportabili fuori dalla Lombardia se non cambiando messaggi, prospettive, impegni e strategie.</p>
<p>Fuori dalla Lombardia paiono delinearsi atteggiamenti differenti.<br />
In Friuli Massimiliano Fedriga si sta attrezzando come da normativa Zaia: contrasta l’invadenza salviniana con la lista del Presidente contando di duplicare il risultato di Zaia e mettersi al riparo per i prossimi 5 anni. Fedriga è fra i pochi che potrebbero svolgere ruoli di leadership federale.<br />
Il Veneto è percorso da fremiti: Padova e Verona sono andati a Salvini anche se per un pelo. Zaia sostiene il “bulldog” Marcato ma non più di tanto: Zaia rimane la sfinge della Lega ma anche fra i pochi in grado di aspirare al vertice federale della Lega (comunque chiamata).</p>
<p>Ma la “base” sanguigna e pugnace dei leghisti veneti scalpita e rumoreggia sia pro sia contro. Zaia molto più di Salvini riesce a conservare un po’ della rappresentanza territoriale anche se il grosso è passato a FdI con una incongruenza notevole: dalla Lega, partito federalista o almeno autonomista, a FdI, partito nazionalista e centralista. Alla fine aveva ragione Dante: più che l’amor poté il digiuno.</p>
<p>Dalle restanti regioni del Nord arriva un silenzio difficile da interpretare: Piemonte e Liguria hanno segretari nazionali (regionali) prestigiosi e con buona presa sul territorio e sul partito (Rixi in Liguria e Molinari in Piemonte). In Emilia Matteo Rancan sembra il custode debole del salvinismo.<br />
La terra di mezzo è interdetta: subisce gli effetti deleteri del salvinismo familista e amicale, vede vanificati sedimenti che riteneva consolidati, soffre dimissioni e abbandoni di eletti che se ne vanno portando con sé amici, parenti ed estimatori, registra cali di iscritti del 75% e immobilismo politico e comunicativo: la Lega è scomparsa dalle piazze e dai mercati. Sembra di vivere l’aria di attesa del Deserto dei tartari.</p>
<p>Discorso a parte le regioni dal Lazio in giù: qui le radici sono più tenui, il salvinismo è più vicino alla sensibilità e alla modalità politica del meridione, i capitani di ventura e le loro armate godono la sovra rappresentanza ottenuta dalla Lega Salvini nei collegi uninominali armi ai piedi. Qui lo tsunami si abbatterà a fine legislatura.<br />
Mentre nel resto del Paese è probabile che il confronto si indurisca e provochi guerriglie prima delle elezioni regionali e guerre aperte se tali elezioni andranno male. Ci aspetta un 2023 pieno di incertezze economiche, politiche…. e leghiste.</p>
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		<title>BIASSONO, NORD.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/10/10/biassono-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 08:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Biassono]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[perilnord]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il voto degli italiani ha rispettato le previsioni confermando i timori di tutta la filiera di sinistra che vi si opponeva con ogni mezzo da un decennio e con l’aiuto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il voto degli italiani ha rispettato le previsioni confermando i timori di tutta la filiera di sinistra che vi si opponeva con ogni mezzo da un decennio e con l’aiuto di due consecutivi Presidenti della Repubblica.<br />
La dimensione della affermazione della parte più a destra della coalizione di cdx potrebbe avere un significato epocale: il mutamento dello schema di potere. Da CS a CDX a trazione FdI, il partito che si porta dietro la storia di una destra isolata e discriminata per decenni, il MSI, unica formazione fuori dall’”arco democratico” che invece comprendeva partiti e formazioni che di democratico nulla avevano ma appartenevano alla filiera della sinistra e tanto bastava.</p>
<p>Il trend pare affermarsi a livello internazionale: negli ultimi tempi la Svezia si è aggiunta ai Paesi con governo di cdx. Era attesa la dissoluzione del M5S che invece si è salvato con l’apporto dei 2 milioni (su 2,8 milioni totali) di reddituari da cittadinanza che vivono a Sud: voto di scambio.<br />
Si dissolve invece il PD del pallido Letta che non ci ha capito niente ed è a rischio la Lega per Salvini premier che ci ha capito ben poco.</p>
<p><strong>Il pentolone della Lega sta ribollendo.</strong> Intanto bisognerà cominciare a distinguere di che Lega si parla. Ce ne sono due: <strong>“Lega Nord per l’indipendenza della Padania”</strong>, che Salvini ha commissariato e messo da parte, diventando segretario dell’altro partito, creato ad personam, <strong>“Lega Salvini premier”</strong>.</p>
<p>I voti ottenuti ricacciano la Lega per Salvini Premier indietro di quasi 10 anni, ma la situazione appare ancor più debole. Allora il consenso era circoscritto ad aree geografiche minoritarie rispetto all’universo elettorale. Però la Lega intercettava e interpretava quasi sola le pulsioni più profonde di quelle aree. Una fidelizzazione che garantiva un serbatoio di consenso profondo, coeso, duraturo, nelle aree più produttive e tecnologicamente più avanzate del Paese. Da cui poteva ben nascere una pesante richiesta di autonomia che prima o poi, se insistita e supportata, aveva la probabilità di essere ascoltata. Oggi i voti dicono che questo consenso si è diradato. Dunque stesso numero di voti di allora ma indebolita capacità di rappresentanza nei territori del Nord e quasi nessuna in quelli del Sud, dove il consenso è stato conquistato senza condizioni, con conversioni repentine, fragili e strumentali. Il numero prima di tutto. Il mantra è stato per anni “prendiamo i voti da chi ce li da”: come diceva Mastronardi: “è caduto un negher nel cassone… Fa niente: imballa, imballa!”</p>
<p>Il voto indica che a Sud i capitani di ventura sono passati armi e bagagli al miglior offerente, peraltro più affine alle loro interiori convinzioni e perfino alla loro cultura di base,<br />
al Nord gran parte degli elettori si è rotta le scatole, ha ritenuto che la Lega non rappresentasse più le loro istanze e sono rimasti a casa o hanno optato per FdI nel cui programma hanno intravvisto migliori garanzie.<br />
Nel caso Lega vinceva Salvini ma non la Lega, nel caso FdI non vince la Meloni ma FdI che non ha modificato il suo progetto. Si può governare un partito, finché dura, con gli ukase, non si può governare l’elettorato che non obbedisce a ordini ma va convinto.</p>
<p>Pare che si siano rotti le scatole anche gli iscritti della Lega che ribolle come un pentolone e prospetta alcune alternative: <strong>c’è l’alternativa del risorto Bossi che – ritenendo contendibile la Lega per Salvini premier &#8211; propone il Comitato per il Nord</strong>. Una sorta di corrente interna che garantisca un ritorno al progetto inziale e ponga un margine allo strapotere attuale di Salvini. La proposta è sostenuta da alcuni capi storici della Lega come Maroni e Castelli. Ha come front men <strong>Paolo Grimoldi</strong> e <strong>Angelo Ciocca</strong>. Nel mucchio appare anche <strong>Marco Reguzzoni</strong>, figura con una storia non del tutto rassicurante (il famoso e deleterio “cerchio magico”) però vecchia di quasi 10 anni.<br />
C’è l’alternativa dei Presidenti (Fontana, Fedriga, Zaia): aspettare gli esiti del nuovo governo (componenti e programma): se insoddisfacenti scendere nell’agone anti Salvini.</p>
<p><strong>C’è l’alternativa Fava che – ritenendo non contendibile la Lega per Salvini premier – ipotizza l’utilizzo del vecchio “marchio” Lega Nord per l’indipendenza della Padania, accantonato ma ancora vivo, chiamando a un incontro chi ne abbia interesse il prossimo sabato in Brianza.</strong> Vale la pena andarci perché:</p>
<ul>
<li>La Lega per Salvini premier appare poco contendibile, dopo una “normalizzazione” che dura da 4 anni, fatta attraverso le consuete modalità di esclusioni e promozioni mirate, facilitate dallo Statuto della Lega con la anomalia del passaggio da sostenitore, che non ha diritto di voto, a militante, che vota. Questi passaggi, dopo 4 anni di commissariamenti e per quanto imbranati possano essere stati i commissari, hanno blindato i salviniani: i risultati degli eventuali congressi sono quasi del tutto già scritti.</li>
<li>Potrà essere interessante capire meglio la proposta di Fava: la Lega Nord si integrerebbe con la Lega per Salvini premier o sarebbe altro partito in competizione?</li>
<li>I territori interessati sarebbero quelli della Padania o si allargherebbero almeno fino a Toscana e Umbria, consuete terre di confine?</li>
<li>Come affrontare il problema del debito cui il tribunale di Genova ha condannato la Lega Nord per decine di milioni di €?</li>
</ul>
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		<title>Il Nord e i Fratelli d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/09/20/il-nord-e-i-fratelli-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 17:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Credo di non offendere nessuno dicendo che, storicamente, il MSI ed AN son stati partiti a trazione romano-meridionale, specie al Nord, dov&#8217;erano quasi partiti di minoranza per i meridionali di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Credo di non offendere nessuno dicendo che, storicamente, il MSI ed AN son stati partiti a trazione romano-meridionale, specie al Nord, dov&#8217;erano quasi partiti di minoranza per i meridionali di destra ivi residenti.</p>



<p><strong>Eppure oggi i sondaggi parlano chiaro: Fratelli d&#8217;Italia punta ad essere la prima formazione in Lombardia e in Veneto</strong>. Chiaramente tutto è ancora in gioco e sino alle elezioni non è scritto nulla, ma non sarebbe affatto sorprendente se i risultati fossero quelli, con una Lega ridotta a percentuali risibili e un centrodestra, anche al Nord, a trazione meloniana.</p>



<p>Verrebbe sicuramente da indignarsi, della serie &#8220;come si fa a votare la Meloni al Nord&#8221; ma la realtà è che non esiste una scelta dichiaratamente nordista, si può tranquillamente ribattere &#8220;ah, allora voti Fratoianni che vuole difendere la Costituzione dall&#8217;autonomia differenziata, prevista dalla Costituzione medesima e i suoi alleati del PD&#8221; o &#8220;ah, allora preferisci la Lega che parla tanto di autonomia poi ha votato solo quella di Roma capitale&#8221;, senza parlare di ciò che si può dire del Terzo Polo, che ha dentro la Carfagna, del Movimento 5 Stelle e delle micro-formazioni, che solitamente parlano della temibile secessione dei ricchi.</p>



<p><strong>Non ha <a href="https://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=67149">tutti i torti</a> Gianni che considera l&#8217;arrivo della Meloni al Nord &#8221; la più grande sconfitta nella storia della Lega</strong>. Un capolavoro che poteva essere se non frutto del lavoro di Salvini che, in questi dieci anni, ha sdoganato l’estrema destra in un territorio che era storicamente autonomista, indipendentista e post-ideologico. A quel punto l’elettorato si è sentito libero di scegliere l’originale al posto della copia&#8221;</p>



<p><strong>Purtroppo, la stagione del Nord è finita</strong>. Ora è tempo del Sud, e non c&#8217;è alcun complotto: è il Nord ad aver rinunciato ad una rappresentanza politica territorialmente radicata. Ma ormai, complice anche una nostra reazione quasi inesistente, l&#8217;idea stessa di una politica che viene da Nord è <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/05/30/il-covid-ha-ucciso-anche-il-sogno-lombardo/">sporcata da &#8220;l&#8217;egoismo lombardo ha portato il Covid</a> perché preferisce il profitto e il lavoro alla salute e alla vita&#8221;.</p>



<p>Il problema, comunque, è che al Sud si vince proponendo <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/07/13/ripartire-da-turati-e-non-dal-meridionalismo-non-ce-nulla-senza-autonomismo/">ciò che fa male ad una società sana</a>: assistenzialismo, clientelismo, statalismo e altre amenità. Sarebbe sicuramente bello vedere il Sud rialzarsi e dire &#8220;no, grazie&#8221; allo stato che tanto generosamente vuole tenerlo dipendente, <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/04/03/manuale-di-autodifesa-dai-neoborbonici/">un po&#8217; alla Sturzo</a>, ma così non è, <strong>non c&#8217;è nessuno che proponga al Sud più libertà economica, più lavoro produttivo, più potere decisionale e autonomia politica: tutti propongono miracoli, lavori e infrastrutture calati dall&#8217;alto</strong>.</p>



<p>In questo Fratelli d&#8217;Italia è un classico partito italiano (propone vari interventi statali per il Mezzogiorno) ma c&#8217;è di peggio: è ad esempio contrario al Reddito di Cittadinanza e allo scostamento di bilancio per il gas, come c&#8217;è di meglio.</p>



<p>Rispetto al partito personale di Salvini, ormai unito da slogan, populismo e speranza di elezione, sembra quasi un partito conservatore mediamente rispettabile, meglio di quelli dell&#8217;Europa orientale, ad esempio.</p>



<p>Il problema (<a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/02/02/il-ricatto-alle-urne-o-contro-di-te-o-contro-la-tua-terra-sveglia-lombardo/">già menzionato</a>) è, a mio parere, che l&#8217;anima già descritta di FdI non è mai morta, <strong>sarebbe un partito accettabile se corresse sotto l&#8217;Appennino ma appena lo passa entra in una spirale di nazionalismo</strong>, sciovinismo, opposizione alle autonomie locali, scetticismo sulle identità storiche e, alle volte, un vero e proprio odio per queste ultime, specie quando si scontrano con quella italiana.</p>



<p>Il fatto che il Nord si trovi costretto ad un partito del genere come prima scelta è un segno di grave disagio politico. Ma lascia spazio ad una nuova iniziativa o ormai è una causa persa?</p>
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		<title>La sinistra che vœurom no (quella de Roma)</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2021/10/05/la-sinistra-che-voeurom-no-quella-de-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 02:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Sala]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Turati]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Turati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Io, per votare, mi informo. Non amo votare per mera ideologia. Non sono nemmeno di quelli che votano sempre convintamente, anzi, spesso ho votato per strategia. Così, mi sono messo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Io, per votare, mi informo. Non amo votare per mera ideologia. Non sono nemmeno di quelli che votano sempre convintamente, anzi, spesso ho votato per strategia.</p>



<p>Così, mi sono messo a guardare le liste di Sala, per le elezioni comunali. <strong>E mi ha stupito l&#8217;ipertrofia elettorale! Ma non mi ha solo stupito, mi ha anche allarmato e condizionato nelle mie scelte.</strong></p>



<p><strong>Perché, paradossalmente, lo spettro politico offerto da Sala è più ampio di quello che offre la politica normalmente</strong>. Se ci pensate, ormai, in Italia lo spettro politico &#8220;reale&#8221; offre una destra conservatrice e una sinistra conservatrice anche lei, mentre solo Sala parte dai Riformisti e dai Radicali per arrivare alle listine di sinistra come Milano in Salute e Milano Unita, passando per la lista civica (di varie vedute) e il PD.</p>



<p><strong>Onestamente io l&#8217;amministrazione Sala non l&#8217;ho ritenuta malvagia, per quanto la gestione della viabilità sia stata molto questionabile, per dirla educatamente. </strong>Ma la presenza di quelle microliste mi ha spaventato a tal punto che, visti i sondaggi, <strong>ho scelto di dare la mia preferenza ad un altro candidato</strong>, pur mantenendo la preferenza di lista all&#8217;interno delle liste a sostegno di Sala.</p>



<p>Vero, il risultato era già scritto, quindi &#8220;proteste&#8221; del genere contano fino a un certo punto. Ma in un&#8217;elezione più competitiva spaventare i moderati con liste estremiste può essere un problema: <strong>chi vuole votare i chiusuristi radicali per cui dovremmo tutti essere statali così che i perfidi capitalisti non siano in grado di mettere becco sulla gestione pubblica?</strong></p>



<p>Tali liste hanno preso circa il 3% e se non fossero state in coalizione con Sala, probabilmente, avrebbero preso meno. Al contempo, la loro accettazione nel centrosinistra lombardo le legittima ed è un vilipendio alla storia della sinistra della Lombardia.</p>



<p><strong>Da quando esiste una politica in questo territorio, infatti, la Lombardia è stata terra produttiva. Qui la sinistra era Turati che parlava di ciò che piagava il Meridione in termini non differenti da quelli che usiamo noi</strong>, beccandosi tra l&#8217;altro le medesime accuse di razzismo, ma anche il movimento sindacale che, poco prima della prima guerra mondiale, scendeva in piazza chiedendo la secessione &#8211; nemmeno l&#8217;autonomia, proprio la secessione &#8211; della Lombardia.</p>



<p>Si dà il caso che gli avi di quelli che oggi parlano di &#8220;secessione dei ricchi&#8221; non si vergognavano di essere produttivi e avrebbero risposto con un chiaro &#8220;aeh, &#8216;ndo che l&#8217;è el problema&#8221; all&#8217;accusa dei nipoti.</p>



<p><strong>Qualcuno, come Letta, inneggia all&#8217;allargamento delle liste come unico modo per vincere e &#8220;fermare il populismo&#8221;. </strong>Ciò funzionerà sicuramente nella sinistra romana, ormai ridotta ad accozzaglia che vive di &#8220;altrimenti torna il fascismo&#8221; e ha come unica idea il farsi eleggere e poi vediamo come ci spartiamo le cadreghe e decidiamo come spartirci redditi, mancette e simili, dato che una lista vuol dire voti in più e, <strong>finché pagano gli altri, le clientele non finiscono mai</strong>. </p>



<p><strong>Ma la sinistra lombarda, ahiloro, rappresenta proprio chi paga</strong>. E così, qui, la sinistra vince senza liste allargate e vincerebbe anche senza le microliste di sinistra. Anzi, in un&#8217;elezione competitiva, dove il centrodestra candida gente votabile, potrebbero spaventare i moderati e fare più male che bene.</p>



<p>La differenza tra una sinistra produttiva e una sinistra parassitaria è ciò che da anni divide la Lombardia dalla politica romana ed è una delle varie divisioni insanabili tra Roma e Milano, e <strong>prima la nostra sinistra si renderà conto che non può dipendere dai rappresentanti della &#8220;mano d’opera cerebrale disoccupata, inadatta a qualunque utile servizio&#8221; per esistere, prima potrebbe vincere la Regione ed essere competitiva ovunque, anche se la destra diventa un qualcosa di decente e non una rappresentazione teatrale</strong> &#8220;en travestì&#8221; del mercato di Cesano Boscone.</p>



<p>Perché noi, una sinistra che ci vorrebbe tutti statali pronti a vendere il voto per un posto in graduatoria, &#8220;la vœurom no&#8221;. E, permettetemi di citare il Sommo Poeta, &#8220;per el stomegh d&#8217;on bon milanes ghe va robba del noster paes&#8221;.</p>



<p>Ma, purtroppo, la politica è un mercato, e finché non ci sarà abbastanza concorrenza da spingere la sinistra al cambiamento, saremo sempre in mano a sinistre di Schroedinger, un po&#8217; turatiane e un po&#8217; &#8220;più pelo per tutti&#8221;.</p>


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		<title>La confederazione delle regioni del nord per combattere il centralismo.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/12/24/la-confederazione-delle-regioni-del-nord-per-combattere-il-centralismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2020 15:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: di Giulio Gusmini La Pandemia dilaga e all’orizzonte sembrano non esserci più prospettive. Il governo di questo stato è in preda ad una crisi nevrotica, incapace di</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Riceviamo e pubblichiamo:</strong></em></p>
<p>di Giulio Gusmini</p>
<p>La Pandemia dilaga e all’orizzonte sembrano non esserci più prospettive. Il governo di questo stato è in preda ad una crisi nevrotica, incapace di agire, in balia di DPCM che cambiano giornalmente.<br />
L’unico spiraglio di luce è rappresentato da un vaccino del quale non sappiamo i possibili effetti collaterali a lungo termine.</p>
<p>Ora non voglio essere catastrofista, tuttavia la vera crisi non è ancora arrivata.<br />
I giornali ci parlano dei 209 miliardi dall’Europa come della panacea per tutti i mali che verranno. Eppure vedo che nessuno fa i conti con il bilancio dello stato italiano del 2021. Infatti se quest’anno tra una storia e l’altra Roma è riuscita a tirare il fiato, l’anno prossimo, con i crolli dei fatturati 2020 ci sarà una vera e propria voragine di bilancio. In debito  schizzerà alle stelle e gli interessi da pagare su questi saranno praticamente insostenibili, soprattutto di fronte ad una economia che non si sarà ancora ripresa.  Come faremo a mantenere l’esercito di assistiti che campano grazie alle elargizioni pubbliche?<br />
Eppure ci parlano dei 209 miliardi( di cui buona parte  poi si dovrà restituire) come di un tesoretto che ci potrà far fare il grande salto. Quale mera illusione!<br />
Pure a Roma lo sanno che questo paese chiamato Italia ,che era già moribondo, con la pandemia è ufficialmente fallito.<br />
La fine dello stato italiano quale entità sovrana con il recovery fund e probabilmente il Mes cesserà di esistere. L’Europa necessariamente dovrà in qualche modo prenderne il controllo per vigilare la spesa di questi soldi.</p>
<p>Quindi quello che dicevamo da tempo infine si è realizzato. Tuttavia dobbiamo dirlo: fallita è l’Italia, ma non la Padania.<br />
Le regioni padane lasciano ogni anno un residuo fiscale a Roma ogni anno di circa 100 miliardi. Ripeto 100 miliardi!<br />
Possibile che le genti del nord non capiscano il paradosso?? Significa che in due anni avremmo il nostro recovery fund senza nemmeno l’intervento europeo, ma direttamente pagato da noi.<br />
Ecco, in questa crisi pandemica ovviamente la furia accentratrice di Roma si sta abbattendo sui territori come forse solo durante il periodo fascista ha fatto. Già parlano di modifica del titolo V per riportare quel poco di potere locale  di nuovo nelle mani del governo centrale. Le legittime richieste di autonomia sono state  ufficialmente archiviate.<br />
Ma questo è una naturale reazione di fronte alla coscienza dell’ineluttabile crisi. Fonti del sole 24 ore parlano di migliaia di cartelle esattoriali pronte a partire, le tasse che sono state rinviate dovranno essere saldate, il blocco dei licenziamenti non potrà essere prorogato per sempre, e non mi dilungo oltre.<br />
Su di una cosa è vera: il regionalismo così com’è stato in questi anni va cambiato. Ma che la soluzione sia un neocentralismo di ispirazione fascio romana Dio ce ne scampi!</p>
<p>Il nord ha una possibilità. Ovvero unire le forze. E unire le forze significa confederarsi. Una confederazione di fronte allo strapotere centrale. Solo una confederazione delle regioni del nord avrebbe la forza di controbilanciare  il peso politico  dello stato romano. La costituzione lo prevede. L’Europa lo appoggerebbe. Non parliamo di macroregione. Parliamo di una confederazione di regioni del nord  che ,in seno allo stato italiano, faccia valere i propri interessi comuni e quelli dei loro cittadini. Una confederazione dentro la quale ogni singola regione mantenga le proprie funzioni. Ma solo unendoci si potrà far valere i nostri interessi. E’ un appello che faccio in primis a tutti i gli autonomisti ed indipendentisti di tutte le sigle politiche, affinché unendosi anch’essi in questo progetto si possa arrivare ad una stesura di una <strong>CARTA di CHIVASSO</strong> da proporre allo stato in difesa dei nostri diritti. Ed infine un appello ai governatori stessi.</p>
<p>Non ci sono alternative. Morire italiani o sopravvivere confederati.</p>
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		<title>Il &#8220;Nord&#8221; ancora di fronte al bivio: Europa o Africa?</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/11/19/il-nord-a-un-bivio-europa-o-africa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Soccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 16:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Dal 2008 ad oggi il divario tra le economie dell’Europa settentrionale e meridionale è costantemente aumentato, con le prime che sono cresciute a una velocità di gran lunga superiore alle seconde. Questo gap via via sempre maggiore ha comportato uno spostamento del centro economico dell’Unione Europea sempre più verso Nord, con buona pace degli obiettivi Ue sulla convergenza economica e sulla eliminazione progressiva delle asimmetrie tra i Ventisette.”</em></p>
<p>Così scrive una ricerca dell’<strong>Institut der Deutschen Wirtschaft</strong>, istituto per la ricerca economica con sede a Colonia, ripresa da un articolo a firma di Claudio Paudice sull’<strong>Huffington Post</strong>. Il quale riporta come tra il 2008 ed il 2019 a fronte di una incremento del PIL nordeuropeo del 37,2% al sud (per intenderci Portogallo, Spagna, Italia tutta, ecc.) solo del 9,9%.</p>
<p>Prosegue l’articolo ricordando come <em>“La ricerca individua gli spostamenti del fulcro economico (cioè il punto dal quale la produzione economica aggregata è più o meno uguale in tutte le direzioni) in Europa negli ultimi vent’anni. Partendo dal centro geografico (collocato nel Sud della Germania) quello economico viene ricalcolato in base all’andamento della produzione delle regioni europee. L’esercizio serve naturalmente a fotografare una tendenza: nel 2000 il centro economico europeo si colloca a metà strada tra Offenburg e Friburgo, a cavallo del confine franco-tedesco.”</em></p>
<p>Per finire mostrando come: <em>”Secondo la ricerca di questo passo il centro economico europeo si sposterà sempre di più verso il Nord, allontanandosi dal centro geografico. Stando ai calcoli fatti da Kauder, infatti, tra venticinque anni il cuore della ricchezza dell’Unione Europea si inoltrerà ancora più in territorio tedesco di 200 chilometri, posizionandosi a Mannheim, città del Baden-Württemberg, verso Francoforte. Nulla di incoraggiante per le economie del Sud.”</em></p>
<p>Questi i numeri e le previsioni su cui basare considerazioni, analisi e progettare azioni per “evitare” che lo scenario prospettato possa realizzarsi in concreto. I cosiddetti <strong>“sovranisti”</strong>, che preferisco peraltro definire <strong>“sovratonti”</strong>, prenderebbero la palla al balzo farfugliando come sarebbe ovvio e doveroso uscire dall’Euro e dall’Unione Europea, tornare alla liretta e vivere di svalutazione. Una prospettiva deleteria e cialtronesca che vede nell’Argentina un valido esempio di messa in atti di tali “politiche”.</p>
<p>Passando a prospettive serie giova preliminarmente ricordare altri dati, vale a dire quelli sull’ammontare dello <strong>scambio commerciale</strong>, ad esempio della <strong>Lombardia, nei confronti dell’UE in generale ammonti a 161 miliardi, dei quali ben 44 con la sola Germania. Numeri che ne fanno più un Lander teutonico che una Regione italica…</strong></p>
<p>Un legame forte e stretto nato in decenni di collaborazione e affari del tessuto economico e imprenditoriale che hanno permesso alla Lombardia di divenire uno dei <strong>“Motori d’Europa”</strong>, seppur gravato da una zavorra dal nome <strong>“stato italiano”</strong>. Un motore che rischia di divenire sempre più marginale se mai le previsioni dello studio tedesco dovessero avverarsi.</p>
<p>Un “motore” che non può permettersi di sganciarsi dagli altri a nord delle Alpi, pena il progressivo scivolamento verso altre latitudini levantine con conseguente impoverimento e declino economico nonché sociale.</p>
<p>Un “motore” i cui “pistoni” fatti da artigiani, pmi, grandi aziende, professionisti e corpo sociale da sempre vede nella collaborazione, nello scambio e nell’integrazione con le aree più avanzate e produttive del continente non certo un luogo oscuro da cui scappare ma bensì la sua naturare collocazione.</p>
<p>Un “motore” troppo spesso <strong>“gigante economico”</strong> ed al contempo <strong>“nano politico”</strong> che deve soprattutto oggi alzare la sua voce nei confronti di decisori politici che non sembrano affatto rendersi conto dei problemi di queste aree facenti parte protempore dell’entità statali italiana, le cui uniche risposte in questi mesi sono stati banchi a rotelle, bonus per monopattini ed ennesimi sgravi per il sud.</p>
<p><strong>Un “motore”</strong> orfano di rappresentanza politica vera, per la rinuncia di alcuni non certo per una sopravvenuta scomparsa delle necessità e prospettive che da sempre vi risiedono, <strong>ormai di fronte ad un bivio le cui uniche direzioni proposte sono: Europa o Africa. Una delle quali è la strada che “naturalmente” il motore vuole imboccare e l’altra quella cui sarà destinato suo malgrado se non saprà sganciarsi dal solito e onnipresente baraccone.</strong></p>
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		<title>Siamo senza Nord in politica. Si vede.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/07/23/siamo-senza-nord-in-politica-si-vede/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 17:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[Leghismo]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un po&#8217; di tempo fa Libero titolò in modo molto diplomatico &#8220;Comandano i terroni&#8220;. Che, in effetti, l&#8217;apparato statale sia fortemente sbilanciato lo sanno tutti ma la tesi del quotidiano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un po&#8217; di tempo fa Libero titolò in modo molto diplomatico &#8220;<strong>Comandano i terroni</strong>&#8220;. Che, in effetti, l&#8217;apparato statale sia fortemente sbilanciato lo sanno tutti ma la tesi del quotidiano era quantomeno interessante: comandando i terroni Salvini non può fare ciò che deve fare.</p>



<p>Il che è ironico visto che&#8230; <strong>Salvini è un senatore eletto in Calabria</strong>! Per di più, parecchio &#8220;South-Friendly&#8221;: un suo pallino fisso è quello di fare del Meridione un&#8217;area a fiscalità agevolata per i pensionati, come ribadito pochi giorni fa in Senato, ora con l&#8217;aggiunta dei finanziamenti europei.</p>



<p>Però, proprio in generale, Salvini è stato l&#8217;artefice dello smantellamento della cosa più simile ad un sindacato territoriale che il Nord abbia avuto: la Lega Nord.</p>



<p>Lo so bene, <strong>la Lega Nord non era perfetta</strong>: ha avuto dentro sin dalle origini persone con intenzioni tutt&#8217;altro che leghiste, confondeva costantemente indipendentismo, federalismo e autonomismo e si è presto avvicinata asintoticamente alla partitocrazia che, all&#8217;inizio, era il nemico. Il tutto senza contare la concezione di Padania decisamente perdente da un punto di vista identitario per la persona comune, che spesso fa fatica anche a identificarsi con la propria regione.</p>



<p>Ma offriva comunque un minimo di leva per il Nord. Non molto, visto che l&#8217;Italia si basa essenzialmente sullo sfruttamento del Nord come serbatoio economico e del Sud come serbatoio di persone, ma comunque qualcosina era!</p>



<p>Io non ricordo un periodo politico in cui il Nord è stato così sotto attacco. Sentiamo tutto lo spettro politico chiedere più finanziamenti al Sud, gente che vive in regioni dove ci sono le formiche negli ospedali che viene a sindacare su come viene gestita la sanità lombarda, presidenti di regioni del Sud attaccare a tutto spiano il Nord.</p>



<p>Tanto, pensateci&#8230; <strong>Cosa fa uno del Nord se si incazza</strong> e si rende conto che tutto sommato qualcuno deve difendere il suo territorio? Si iscrive alla Lega? Quella guidata da un senatore eletto in Calabria e che flirta costantemente con il Meridione?</p>



<p>Per carità, qualcuno che difende il Nord c&#8217;è: <strong>Gori, Bonaccini, Sala</strong>&#8230; Ma non ci si può iscrivere a Gori o a Bonaccini, non sono partiti, sono persone nel centrosinistra, lo stesso centrosinistra che ha dentro De Luca che se ne esce attaccando la Lombardia randomicamente, che simpatizza per le Sardine che <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/03/10/da-sardine-a-sciacalli-il-passo-e-breve/">minacciano di prendere le armi </a>se il Nord se ne va e che governano coi Cinque Stelle il cui rappresentante lombardo, il siciliano Vito Crimi, un giorno dice che la sanità lombarda va ripensata perché ci sono stati degli arresti e il giorno dopo arrestano una mezza ASL in Sicilia per corruzione.</p>



<p>Chiaramente<strong> è un bene se c&#8217;è del buono nel centrosinistra</strong> e lo si può tenere in considerazione nel voto locale visto che, putacaso, se uno votasse il PD in Regione per la sua <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/07/08/il-pd-ha-un-piano-per-la-sanita-lombarda-e-non-pare-affatto-male/">proposta sulla sanità</a> voterebbe quelle persone e non quelle a Roma alleate con il M5S, ma resta il fatto principale:</p>



<p><strong>Senza un sindacato territoriale il Nord è indifeso</strong>.</p>



<p>Senza un movimento che se troppi iniziano a fare incazzare i settentrionali aumenta i propri voti e la propria forza non c&#8217;è alcuna deterrenza a chiedere fondi a tutto spiano, ad attaccare ciò che almeno un po&#8217; funziona e a mostrare in un certo senso quella che può solo chiamarsi <strong>invidia</strong>, simile a quella che vediamo spesso nell&#8217;Europa del Sud per i Paesi più ricchi: &#8220;Non siamo noi a essere male organizzati, sono loro che vivono grazie alle puttane/alle tasse basse/alla droga/ai soldi neri&#8221;.</p>



<p>Persa la Lega c&#8217;è solo una cosa da fare: <a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/01/02/cinque-punti-per-ripartire-e-tornare-a-correre/"><strong>ripartire</strong></a>, può essere anche un&#8217;occasione per superare gli errori del passato.</p>



<p>Ma non, almeno inizialmente, come partito: la politica è in uno stato di torpore del buonsenso tale da far quasi impressione e i temi che interessano oggi sono essenzialmente &#8220;<strong>i negri e i froci</strong>&#8220;.</p>



<p>Economia? Qualità della democrazia? Libertà? Tutta roba da professoroni nemici del popolo.</p>



<p>Bisognerebbe invece agire come società civile, ricordandoci che, esattamente come ai tempi di <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/07/13/ripartire-da-turati-e-non-dal-meridionalismo-non-ce-nulla-senza-autonomismo/">Turati</a>, volere un sistema migliore non è una cosa di parte ma una cosa di tutti.</p>



<p>Soprattutto, non avere il Nord in politica fa male a tutti per il semplice fatto che è la parte produttiva del Paese. Il fatto che la sua voce non esista danneggia sì il Nord, ovviamente, ma anche il Sud &#8211; che affonda ancor più nelle tenaglie assistenzialiste, e anche il resto d&#8217;Europa, che si vede costretto a considerare l&#8217;Italia come un peso.</p>
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		<title>Boccia boccia Boccia: ora le autonomie contano, ma il governo resta contro il Nord</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/06/09/boccia-boccia-boccia-ora-le-autonomie-contano-ma-il-governo-resta-contro-il-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 19:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Boccia]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia avremmo pur rinunciato alla monarchia ma non al monarchesimo: il Presidente della Repubblica ha sostituito, in quanto a onori e prestigio, il Re. Mattarella è un buon presidente</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2020/06/09/boccia-boccia-boccia-ora-le-autonomie-contano-ma-il-governo-resta-contro-il-nord/">Leggi </a></div>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia avremmo pur rinunciato alla monarchia ma non al monarchesimo: il Presidente della Repubblica ha sostituito, in quanto a onori e prestigio, il Re.</p>



<p>Mattarella è un buon presidente e fa bene il suo lavoro che è quello di un garante del funzionamento delle istituzioni.</p>



<p>Non può che esprimere opinioni volutamente apprezzabili dalla maggior parte della popolazione e ampiamente condivisibili, è il suo ruolo.</p>



<p>Il problema è che a causa di questa mentalità regia ancora esistente spesso se il Capo dello Stato dice una cosa viene presa per legge o come opinione incontestabile e sovrana. </p>



<p>Vediamo oggi un esempio abbastanza interessante: <strong>Mattarella ha fatto un discorso generalmente pro autonomie</strong> e il ministro degli affari regionali Boccia ha concordato, lodando il Quirinale e <a href="https://www.agenzianova.com/a/0/2970168/2020-06-07/quirinale-boccia-bene-mattarella-autonomia-regioni-rafforza-unita-nazionale?fbclid=IwAR2ZjxtphW_lu-x7wiPgNQcSdmJzBi9ju5p1WaC9k8XfBAyqexkc6nZNvEs">dicendo addirittura che l&#8217;autonomia rafforza l&#8217;unità nazionale</a>.</p>



<p>Normale? Beh, non proprio: fino a pochi anni fa Boccia era teorico di un complotto che vedeva Lombardia e Veneto intenti a smontare il Paese.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="4794" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2020/06/09/boccia-boccia-boccia-ora-le-autonomie-contano-ma-il-governo-resta-contro-il-nord/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/06/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o.jpg?fit=720%2C720&amp;ssl=1" data-orig-size="720,720" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o" data-image-description="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/06/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/06/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o.jpg?fit=720%2C720&amp;ssl=1" loading="lazy" width="720" height="720" src="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/06/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o.jpg?resize=720%2C720&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4794" srcset="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/06/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o.jpg?w=720&amp;ssl=1 720w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/06/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/06/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/06/69493185_2570257476367455_6734555105774796800_o.jpg?resize=188%2C188&amp;ssl=1 188w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<p>So che tutti direte &#8220;ma magari ci fosse stato questo complotto&#8221;, ma questo è quello che il ministro sostevena.</p>



<p>Giova anche ricordare come ci sia finito Boccia lì: il governo Conte I decise di affiancare al <strong>classico Ministero per il Nord, ossia l&#8217;agenzia delle entrate</strong>, un Ministero per le Autonomie a trazione leghista e settentrionale e un Ministero per il Sud, a trazione pentastellata e meridionale.</p>



<p>Finito l&#8217;amore tra Matteo e Luigi<a href="https://istitutoliberale.it/10444/conte-bis-cambia-tutto-per-non-cambiare-niente/"> è nato il governo Conte II</a>, che mantenne il ministero per il Sud ma mettendo agli Affari Regionali, ex autonomie&#8230; sempre un meridionale, per di più dichiaratamente anti-settentrionalista.</p>



<p>Circondati da ogni lato è però bastata una dichiarazione del Presidente della Repubblica, in quanto tale praticamente incontestabile, per far &#8220;cambiare idea&#8221; al ministro Boccia.</p>



<p>Ma non abbassiamo la guardia: questo governo è<strong> dichiaratamente contro il Nord</strong>. Non tanto per l&#8217;essere il più <a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/02/22/meridionali-onesti-e-teroni-in-crisi/">meridionale </a>della storia, che <strong>di meridionali che conoscono davvero il valore del Nord e delle autonomie ce ne sono a iosa</strong> come Nicola Rossi o Lorenzo Infantino, ma per i fatti: a questo governo interessano principalmente i dipendenti pubblici, i percettori di reddito di cittadinanza, la fiscalità di vantaggio al Sud &#8211; come se al Sud non si investisse per le tasse e non perché è in pratica un&#8217;economia del Centramerica dove si va avanti a mazzette e dove la criminalità è più importante dello Stato &#8211; e dare lavoro tramite lo Stato, <strong>come un Venezuela qualsiasi</strong>.</p>



<p><strong>Distribuire la ricchezza &#8220;in solidarietà&#8221; è molto più importante, per loro, che produrla.</strong> E questo è contro <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/04/27/nessuno-e-inferiore-ma-siamo-diversi/">qualsiasi senso comune </a>per il Nord, le cui persino le sinistre &#8220;storiche&#8221; non sostenevano tale modello.</p>



<p>Non a caso qui abbiamo prosperato, lì no. <strong>Ma se lasceremo loro esportare questo modello non produrremo più nemmeno noi</strong>. E la Germania non sarà mai il bancomat che &#8220;l&#8217;Italia&#8221; vorrebbe.</p>
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