FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Il COVID ha ucciso anche il sogno lombardo

Andiamo senza mascherina da quasi un mese quasi ovunque, nel Regno Unito bruciano i memoriali COVID come segno di rinascita, i morti calano ogni giorno: penso che il virus si sia così normalizzato da poter liberamente parlare delle conseguenze politiche della pandemia.

Vi avverto: dal nostro punto di vista, son pessime.

È mia convinzione che, nel 2020, potevano succedere essenzialmente due cose:

La prima è che i lombardi, divenuti essenzialmente bersagli mobili della propaganda italiana (che doveva nascondere varie cosucce) si svegliassero, complice lo stop all’economia e la dimostrata inefficienza del governo di Roma che diceva “siamo in emergenza, decide Roma, non le Regioni” e poi chiedeva alle Regioni pure come accendere i computer, salvo poi stimarsi per un’ipotetica “risposta COVID migliore del mondo”, oltre che l’ingratitudine dei sedicenti “fratelli d’Italia”, che aiutavano 1/10 della Germania e pretendevano in cambio gratitudine eterna, mentre i tedeschi si beccavano odio e insulti.

La seconda è che, secondo il premiato manuale “l’Italia è in difficoltà? Sacrifica il sangue agli Dhei e andrà tutto bene”, la lotta contro il virus potesse divenire una sorta di guerra capace, ancora una volta, di permettere all’Italia non solo di superare una difficoltà in cui ha oggettivamente fatto schifo ma, addirittura, di uscirne in qualche modo più forte!

Ovviamente, è andata nel secondo modo.

Per prima cosa, son riusciti a rendere, definitivamente, una colpa il produrre ricchezza. Una costante della politica lombarda, dal più rosso turatiano ai conservatori: tutti volevano una società più ricca. Ma ora no, “il capitalismo lombardo ha portato il virus in Italia!”

Quindi, tacete se chiedete che i vostri soldi restino qui, per colpa vostra il virus è arrivato in Italia, dovrete risarcire vita natural durante.

Settimane a dire che l’ospedale in fiera era uno spreco poi quando, appena si riapre, arrivano gli aeroplanini col fumo tricolore tutti a guardare in alto e applaudire. Quanti reagenti per i tamponi si compravano con quei voli e perché nessuno se l’è chiesto?

Poi tutti, anche in Lombardia, ad andar dietro a cercare l’ipotetica “malagestione regionale”: eh, ma Fontana aveva messo male la mascherina (e nessuno ricorda Boccia che se la rideva con una mascherina-swiffer in mano), eh ma Fontana indagato (sino ad ora sempre assolto, ma vabbè, bisogna pur dimostrare di essere alleati dei grillini), eh ma la zona rossa in bergamasca (che poteva fare il governo, ma vabbè), eh ma questo, quello e quell’altro.

Che poi, se Fontana ha una colpa, è l’aver supinamente e acriticamente accettato ogni perla di Roma, alle volte anticipandola, si veda col coprifuoco. Ma si sa, siccome “gli italiani amano la libertà, ma anche la serietà”, nessuno gli contesta l’aver privato per settimane i cittadini lombardi delle libertà fondamentali per “simbolismo” (parole sue), ma il non aver fatto un’ipotetica restrizione che, se attuata, avrebbe miracolosamente reso l’Italia l’unico paese Covid free in Europa.

D’altronde, si sa, la logica è un brutto pseudoconcetto, ma coi filosofi impegnati a fare propaganda no vax qualcuno ha dovuto riempire il buco, peccato che questo qualcuno avesse un buco nel cervello a sua volta e abbia tirato fuori delle, per fare una dotta citazione, teorie, ok? che non stanno né in cielo né in terra, che sono false, che avete inventato, e chi conosce il resto sa, e forse son stato anche generoso.

Se c’è una cosa giusta teorizzata dall’inquilino di Palazzo Lombardia, l’esistenza di un sentimento anti-lombardo, ovviamente derisa e sminuita dalla gente che diceva solamente che “gli altri italiani” volevano che gli si rendesse conto, salvo poi urlare al nazismo reincarnato se i lombardi chiedono “agli altri italiani” come vengono usati i loro soldi.

Letteralmente:

Campagna vaccinale in tilt in Toscana, del tipo che sbagliano a iniettare il numero di dosi e per poco non mandano al creatore qualcuno? Non frega nulla a nessuno. La campagna vaccinale lombarda ci mette qualche settimana a carburare? Komisariate!1!1!1!

Un’esponente di rilievo delle sardine minaccia il Nord di guerra civile se chiede l’autonomia? A nessuno importa. Un consigliere comunale lombardo dice qualcosa di colorito? Finisce sui giornali nazionali.

Assembramento di Giuseppi per il ponte di Genova? Bravooooo. Assembramento di Fontana per l’ospedale in fiera? Buuuuu.

Attacco informatico massivo nel Lazio che paralizza la sanità? A nessuno importa. Il portale lombardo crasha e fa prenotare 200 vaccini invece di 150 causando un disservizio? Ci buole biu stattoo!1!1!

Eccesso di moralità in Emilia? Pace amen. Eccesso di mortalità in Lombardia? Verkoniaaaaa!1?1? Fontano Sassino!1!!1

Strage nelle RSA in Piemonte? Casualità. Strage nelle RSA in Lombardia? Colpa della giunta.

E così via. Di esempi ne abbiamo centinaia, forse migliaia. Semplicemente, non importa a nessuno, soprattutto ai lombardi.

Nel paese dove scienza, matematica e produttività son peccati gravi e dove, in preda ad un virus giustizialista che distrugge il cervello e lo stato di diritto, si deve sempre trovare il colpevole, il colpevole è bello che servito: la Lombardia, il suo vizioso modello capitalista, la sanità privata stile americano e il leghismo, termine da usare come pepe contro ogni oppositore (se non avete letto “il leghista Formigoni” almeno una volta, non avete vissuto).

E pensate che alle prossime elezioni si parlerà di ciò che conta? No, sarà probabilmente un plebiscito tra “sostegno incondizionato all’attuale amministrazione” e “che schifo l’attuale amministrazione, vota un gruppo di mal-traa-insema che non hanno nulla in comune se non l’odio per l’attuale amministrazione, il cui programma è all’80% ideologia e al 20% evitare di crollare sennò crolla il governo a Roma”.

A queste condizioni, chi ci parlerà di ciò che ci serve davvero? Chi ci parlerà di autonomia? Chi di produttività? Chi di federalismo? Chi di equità fiscale? Chi di lotta allo statalismo?

Nessuno, ve lo dico chiaramente. O meglio, nessuno che possa davvero cambiare le cose, politicamente parlando, cosa che vuol dire mobilitare le masse, masse sociologicamente rifatte dal COVID e dalla lotta contro di esso, mostrata e venduta come una guerra vera e propria, che ha riplasmato l’anima comune rimettendoci tanto spirito di italianità nel senso peggiore del termine…

Il sogno lombardo è morto. Il nostro destino è segnato, ogni nostra specialità scomparirà in uno stato italiano inefficiente, indebitato e clientelare, ma che può contare sempre su una cosa: la cieca e caparbia fedeltà dei lombardi.

Anche a costo della loro stessa identità, economia e, alle volte, vita.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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